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05.07.2016 - Il Giornale di Brescia

Gnutti Maclodio: 2015 da capogiro, i ricavi salgono da 260 a 403 mln

La crescita anche grazie alle acquisizioni. Costituita la filiale produttiva in Cina. L’utile è di 20,5 milioni.

Maclodio. Una metamorfosi dettata dalla legge del mercato. La Gnutti Carlo di Maclodio ha cambiato pelle: oggi è una multinazionale sempre meno tascabile, sempre più globale. Segno tangibile della trasformazione è la forte crescita del fatturato consolidato, passato dai 260 milioni di euro del 2014 ai 403 milioni del 2015.

Il balzo è avvenuto in gran parte per linee esterne con le acquisizioni (nel dicembre 2014) prima dello storico concorrente produttore di bilancieri, la svedese Vici Industri; poi della finlandese Ljunghäll, colosso delle pressofusioni di alluminio. Operazioni seguite nei mesi successivi dall’acquisto della bresciana HTP (fornitore strategico di componenti per gruppi bilanciere); dalla costituzione della cinese Ljunghäll Wuxi che produce componenti di alluminio pressofuso; infine dall’investimento del nuovo stabilimento Gnutti Carlo in Alabama.

Sfida globale. Obiettivi ambiziosi, sfida globale: diventare uno dei principali player mondiali nella produzione di componenti per applicazioni automotive «heavy-duty», ovvero per automezzi di tonnellaggio medio alto.

«Quello del 2015 è stato un esercizio eccezionale – confida il Presidente Pier Carlo Gnutti, affiancato dal Vicepresidente, il figlio Mario, dal CEO Paolo Groff e dal Direttore Finanziario Nicola Morelli -, abbiamo raggiunto importanti obiettivi nonostante un mercato non troppo felice, con un secondo semestre di sofferenza soprattutto negli Stati Uniti. La redditività, pur soffrendo del processo di riorganizzazione, è aumentata, con un margine operativo lordo che si è assestato a 65 milioni di euro contro i 50 milioni dell’esercizio precedente». Al netto delle acquisizioni nel 2015 i Gnutti hanno investito 29 milioni in nuove tecnologie, impianti e attrezzature; altrettanti verranno spesi nel 2016. «Intendiamo porci come fornitore di sistemi per le prossime piattaforme motori veicoli pesanti – ci spiega il Presidente -. Oggi per centrare l’obiettivo possiamo fare leva sulle sinergie tra le divisioni dei componenti motore e delle pressofusioni di alluminio. Mentre per migliorare efficienza e produttività abbiamo introdotto la Lean Manufacturing».

Zavorre al bilancio. Un MOL a 65 milioni, ma sarebbe stato di 73 milioni se epurato dei costi «una tantum» che hanno appesantito nel 2015 il bilancio. Tra questi l’1,6 milioni per il trasferimento a Maclodio delle attività produttive della Vici Industri; i 5,9 milioni per il trasferimento delle attività di lavorazione meccanica della Gnutti Carlo USA dal New Jersey al nuovo stabilimento in Alabama; la costituzione della Ljunghäll Wuxi Die casting in Cina per la produzione di componenti in alluminio pressofuso.Il gruppo. Colosso della componentistica automotive con testa e cuore bresciani. Il gruppo Gnutti Carlo è presente in nove Paesi (accanto all’Italia ci sono filiali in Cina, India, Svezia, Canada, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Repubblica Ceca), e occupa circa 2.100 dipendenti (erano poco più della metà prima delle recenti acquisizioni). Nel Bresciano ci sono circa 320 addetti: cinquanta a Brescia e 270 a Maclodio. Il quartier generale della Bassa ha una superficie di 23mila mq ed è organizzato su 22 linee di produzione dedicate agli 8 maggiori clienti; Cat, Perkins, Volvo, Daimler, John Deere, Daf, Deutz, Lombardini. I principali prodotti realizzati sono: bilancieri, ponticelli e lifter.

I dati economici. L’esercizio si è chiuso con un utile netto di 20,5 milioni, in calo rispetto ai 23,1 milioni. Una contrazione – spiega il CEO Paolo Groff – fortemente influenzata dai risultati negativi della Gnutti Carlo USA che ha generato perdite superiori agli 11 milioni e della Gnutti Carlo Wuxi. Il 2016 vede un rallentamento del fatturato di circa il 10% rispetto al 2015: «Il calo era previsto, siamo comunque sopra i livelli del budget – spiega il CEO -. Le ragioni? Soffre il comparto delle macchine agricole con John Deere e Caterpillar, mentre il mercato europeo dei mezzi pesanti dà segnali di ripresa». //

Passato e presente si fondono ma tutto partì da Lumezzane.

Maclodio. Passato e presente si fondono da generazioni alla Gnutti Carlo Spa di Maclodio. Le origini risalgono ai primi del Novecento quando nonno Carlo Gnutti insieme ai tre fratelli apre a Lumezzane una piccola azienda di famiglia. Carlo ebbe 9 figli: 7 maschi e 2 femmine. E da quel ramo discendono storie imprenditoriali che hanno fatto la storia dell’imprenditoria bresciana. Nel 1928 è Mario Gnutti a fondare la Gnutti Carlo, sempre a Lumezzane, specializzata nella produzione di componenti per attrezzi agricoli e componenti per la Innocenti. Negli anni Sessanta l’impegno nel business dei cuscinetti (ramo d’azienda successivamente ceduto alla Timken Italia) nel 1978 l’azienda si trasferisce a Villa Carcina, sei anni più tardi viene costruito il primo dei tre grandi capannoni a Maclodio dove inizia la produzione di bilancieri. // Roberto Ragazzi

 

05.07.2016 - Bresciaoggi

Gnutti Carlo, la nuova «forza» dà risultati

Bilanci 2015. Un esercizio nel complesso positivo per il gruppo di Maclodio: concretizzati gli obiettivi connessi alle acquisizioni realizzate a fine 2014. Presa la H.T.P. Srl

Ricavi consolidati a 402,8 milioni; profitti a 20,5 mln. Obbiettivo sul mercato USA dell’alluminio: in 6-18 mesi fabbrica ad hoc.

Un 2015 con performance che, nel complesso, «ci rendono orgogliosi» come sottolineano i vertici della società. Un 2016 di ulteriore espansione all’insegna della diversificazione e delle sinergie per il gruppo che fa riferimento alla Gnutti Carlo Spa di Maclodio presieduta da Piercarlo Gnutti; Mario Gnutti è il Vice Presidente, Paolo Groff l’Amministratore Delegato, Nicola Morelli il Direttore Finanziario. Una realtà sempre più internazionalizzata, leader mondiale nello sviluppo e produzione di componenti e sistemi per il valve train e gruppo iniezione.

LO SCORSO esercizio è caratterizzato innanzitutto dagli «effetti» - anche sull’organico salito a 2.100 unità, di cui oltre 310 nel Bresciano – connessi alle acquisizioni realizzate nel dicembre 2014: l’azienda di diritto svedese Ljunghäll Group AB, a sua volta titolare del 100% della Metallfabriken Ljunghäll (con stabilimenti a Södra Vi in Svezia) e della Ljunghäll s.r.o. con sede e fabbriche nella Repubblica Ceca. L’insieme di queste realtà è attivo nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di componenti in alluminio pressofusi per automotive e telecomunicazioni. A queste si aggiunge la Vici Industri AB di Sköve (Svezia), rilevata per incrementare la posizione nel comparto dei motori diesel per veicoli commerciali: per questa società va registrata la chiusura dell’insediamento (nel 2015), con le attività ricollocate alla Gnutti Carlo Sweden AB e a Maclodio.

Il 2015 mostra altre iniziative e operazioni. Risale ad agosto la costituzione della Ljunghäll Wuxi Die Casting Co.Ltd. nel distretto di Huishan (Wuxi) nella Repubblica Popolare Cinese, per produrre in loco componenti in alluminio pressofuso destinati a un importante operatore sino-europeo di autoveicoli del settore passenger-car. L’iniziativa è destinata a produrre sinergie con la Gnutti Carlo Wuxi Engine Components Co.Ltd., già operativa in quel Paese e rafforzata. E’ datato 8 ottobre l’acquisto del 100% della H.T.P. srl di Brescia (fornitore strategico di componenti per il gruppo bilanciere), poi fusa per incorporazione nella Gnutti Carlo spa (con effetti dal 2016). Risale al 2015, inoltre, nel piano di riorganizzazione in quell’area, l’ultimazione del trasferimento delle lavorazioni meccaniche della Gnutti Carlo Usa dal sito di Northvale (New Jersey) nel nuovo fabbricato di Jacksonville (Alabama) adiacente alla fonderia di ghisa.

Da segnalare la nuova unità produttiva, dedicata agli interventi sui componenti pressofusi in alluminio, realizzato in Repubblica Ceca con riferimento alla Ljunghäll. Ed ancora, tra le altre azioni, emergono alcune modifiche organizzative che garantiranno un assetto più consono per rispondere alle esigenze del mercato. Oltre alla prima revisione annuale del piano strategico 2015-2017, improntato su diverse aree per una crescita equilibrata, identificando alcuni punti chiave su cui focalizzarsi compreso quello relativo allo studio dell’applicabilità delle tecnologie digitali nell’ambito di Industria 4.0.

IL CONTO  economico al 31 dicembre scorso, nonostante la frenata riscontrata soprattutto negli ultimi mesi dell’anno, evidenzia ricavi consolidati a 402,878 milioni di euro (erano 260,276 mln in precedenza): l’incremento si deve soprattutto all’apporto garantito dalla Ljunghäll Group AB con il raggiungimento dei suoi obiettivi di budget e, di conseguenza, dei traguardi complessivi di gruppo. Il MOL sale da 50,497 mln di euro a 65,107 mln, che diventano 72,944 mln se «depurati» degli effetti negativi dovuti alle attività straordinarie connesse al riassetto in USA e alla fase di avvio della Gnutti Carlo Wuxi in Cina. Il risultato netto, anche se in frenata, si conferma in doppia cifra a 20,531 mln (23,164 mln di euro dodici mesi prima). La posizione finanziaria netta, condizionata dal nuovo indebitamento bancario derivante all’acquisizione di fine 2014, si attesta attorno ai 118 milioni di euro (-126 mln di euro nel 2014), «correttamente bilanciata», spiegano gli amministratori, alla luce di un patrimonio netto di 179 mln di euro. Il 2015 registra investimenti per 29 mln di euro (per impianti, macchinari e l’operazione in Repubblica Ceca); uno sforzo analogo viene prospettato quest’anno, con una parte significativa per sostenere la crescita del ritorno sul mercato locale in Cina.

LE PROSPETTIVE,  nonostante il rallentamento registrato nella prima parte del 2016 – in particolare nella divisione componenti motore vista la frenata in Nordamerica e le difficoltà dei settori petrolifero e minerario -, sono comunque improntate all’ottimismo e supportate dagli ordini: spiccano quelli per la fornitura di componenti freno motore per veicoli commerciali pesanti a un cliente Tier 1 americano e per garantire componenti pressofusi a un primario costruttore cinese di auto. A tutto questo si aggiunge la nuova attenzione, rivolta in particolare al mercato statunitense dell’alluminio, che nel volgere di 6-18 mesi dovrebbe portare alla realizzazione di una nuova realtà produttiva in questo ambito: resta da decidere la localizzazione definitiva, scegliendo tra Messico, Nord America e Canada. // C.EC

 

27.02.2016 - Bresciaoggi

Gnutti Carlo, il fatturato supera i 400 milioni e c'è l'applauso di Volvo

L’azienda premiata in Svezia
Un 2015 di soddisfazioni e con un altro obiettivo realizzato, un nuovo anno all’insegna di un applauso internazionale per il gruppo che fa riferimento alla Gnutti Carlo spa di Maclodio, presieduta da Piercarlo Gnutti: una realtà sempre più internazionalizzata, leader mondiale nello sviluppo e produzione di componenti e sistemi per il valve train e gruppi iniezione.
DOPO AVER salutato lo scorso esercizio con ricavi consolidati oltre quota 400 milioni di euro – traguardo fissato in seguito alle acquisizioni effettuate nel dicembre del 2014 in Svezia e Repubblica Ceca – l’azienda con quartier generale nella Bassa può vantare la conquista di un importante premio. Su 30.000 fornitori, come spiega una nota, solo undici sono stati premiati con il Volvo Group Purchasing Supplier Awards 2016: fra questi, la Gnutti Carlo è stata proclamata vincitrice nella categoria Excellence Cost. «Gnutti Carlo – si legge nella motivazione – ha dimostrato la volontà di collaborare con Volvo per raggiungere gli obiettivi di costo. Ha proposto una serie di soluzioni tecniche atte alla riduzione dei costi e ha stabilito una stretta partnership con il nostro ente Acquisti e il nostro Team dell’Engineering. Gnutti Carlo è stata premiata per la sua attività di contenimento costi implementata a partire dal 2013 per i nuovi gruppi bilancieri che equipaggiano i motori Euro6».
I riconoscimenti sono stati consegnati agli undici top suppliers durante una cerimonia che si è tenuta a Göteborg, in Svezia, lo scorso 23 febbraio: le altre categorie del premio sono Basso Consumo di Carburante & Innovazione, Eccellenza nell’Esecuzione del Progetto, Eccellenza nelle Consegne, Eccellenza nell’Aftermarket, Eccellenza nella Gestione del Valore Totale. «Questa sera stiamo celebrando gli sforzi dei fornitori per realizzare le promesse fatte dal gruppo Volvo ai propri clienti», ha affermato Martin Lundstedt, amministratore delegato di Volvo. «Questo premio è per tutti quelli che non si ritengono soddisfatti fino a quando non lo sono anche i nostri clienti», ha aggiunto Patrik Lundblad, capo degli acquisti del gruppo Volvo.
ALLA CERIMONIA hanno partecipato il vice presidente della Gnutti Carlo, Mario Gnutti, e l’amministratore delegato Paolo Groff che ha ricevuto il premio da Patrik Lundblad. «Vorrei chiedere ai nostri partner di Volvo di unirsi a me nel ringraziare Martin Persson in Svezia, Vigneshwaran Vasagar in India, Li Yongbin in Cina, Angelo Facchini in Italia, Michael Cascadden in Canada, Dexter Vernon negli Stati Uniti e le altre 2.196 persone del Gruppo Gnutti Carlo che ogni giorno, in diverse parti del mondo, si impegnano per produrre particolari di qualità costante e in modo efficiente e competitivo permettendo al nostro Gruppo di garantire un notevole risparmio al nostro Cliente Volvo – ha sottolineato Paolo Groff - .Questo premio rappresenta il contributo del gruppo Gnutti Carlo al Gruppo Volvo Truck: è il nostro modo di fornire a Volvo un vantaggio competitivo che ci auguriamo possa generare maggior business per entrambe le aziende».

27.02.2016 - Il Giornale di Brescia

Il Gruppo Volvo premia l'eccellenza della Gnutti Carlo

A GÖTEBORG. IL CEO GROFF: «ABBIAMO FORNITO ALLA CASA SVEDESE UN VANTAGGIO COMPETITIVO» GÖTEBORG (SVEZIA). «Questa sera stiamo riconoscendo gli sforzi dei nostri fornitori per realizzare le promesse fatte dal Gruppo Volvo ai propri clienti». Con queste parole, il Ceo della casa automobilistica svedese, Martin Lundstedt ha aperto il Volvo Group Purchasing Supplier Awards 2016, che ha visto la premiazione di undici fornitori (su un totale di 30mila) della casa automobilistica svedese. Tra questi anche la Gnutti Carlo di Maclodio (oltre 400 milioni di fatturato e 2.190 dipendenti nel mondo). L’azienda bresciana, secondo il gruppo nordeuropeo, ha dimostrato la volontà di collaborare con Volvo per raggiungere gli obiettivi di costo. «La Gnutti Carlo ha quindi proposto – precisa una nota – una serie di soluzioni tecniche atte alla riduzione dei costi e ha stabilito una stretta partnership con il nostro ente acquisti e il nostro team dell’engineering. Gnutti Carlo è stata premiata per la sua attività di contenimento costi implementata a partire dal 2013 per i nuovi gruppi bilancieri che equipaggiano i motori Euro6». Il premio è stato ritirato dal Ceo del Gruppo Gnutti Carlo, l’Ing. Paolo Groff. «Questo è il nostro modo di fornire a Volvo – ha detto – un vantaggio competitivo che ci auguriamo possa generare maggior business per entrambe le nostre aziende». // E.BIS.

04.11.2015 - Corriere della Sera

Borsa Italiana. Gnutti Carlo SpA cresce ed entra nel progetto Elite

Con un’ondata di acquisizioni negli Usa e in Svezia, in 4 anni il gruppo Gnutti Carlo di Maclodio ha raddoppiato un fatturato che toccherà i 400 milioni a fine 2015. I numeri contano: nel 2014 l’azienda che produce componenti di precisione per motori ha registrato ricavi consolidati per 260,7 milioni e un utile di 23,1. La chiamata di Borsa Italiana è stata inevitabile. Il gruppo di Maclodio è entrato ieri in «Elite», network del London Stock Exchange che seleziona aziende ad alta redditività per guidarle verso i mercati finanziari con consulenze e servizi. Fumoso sulla carta ma efficace nella pratica: Metalwork, Castellini e Molemab continuano a crescere e Antares Vision, che ha appena inaugurato la nuova sede, è la prima bresciana a ottenere il certificato Elite. I segreti della Gnutti Carlo, 2.300 dipendenti, diversificazione e management: presidente è Piercarlo Gnutti, il vice è il figlio Mario e l’ad è Paolo Groff. «Per crescere oltre una certa dimensione è impossibile gestire un’azienda con un’impronta famigliare, ora vogliamo consolidare le acquisizioni (ultime le svedesi Vici Industri e Ljunghäll) e sviluppare i nuovi stabilimenti in Alabama (Usa) e a Wuxi (Cina)», spiega Mario Gnutti. Vittorio Cerdelli

04.11.2015 - Giornale di Brescia

Gnutti Carlo di Maclodio entra nel progetto Elite

BORSA ITALIANA. L’OBIETTIVO PER ORA NON È LA QUOTAZIONE. I RICAVI NEL 2015 VICINI AI 400 MLN.

MACLODIO. C’è la milanese «Panino Giusto», il salumificio Beretta, c’è il tour operator italiano Alpitour. Ma accanto a loro c’è anche il colosso bresciano dell’automotive Gnutti Carlo di Maclodio tra le 26 aziende italiane che hanno fatto ufficialmente il loro ingresso nel progetto Elite, di Borsa Italiana, percorso che si propone di accelerare la crescita delle aziende favorendo i contatti con gli investitori istituzionali. «Abbiamo deciso di intraprendere il percorso Elite – spiega il vicepresidente Mario Gnutti – non necessariamente per accedere alla quotazione. Puntiamo a crescere, confrontarci con altre aziende, conoscere nel profondo le opportunità di finanziamento che esistono sul mercato. Non abbiamo ancora un piano preciso sulla quotazione: è un’opportunità che potremmo sfruttare. Per ora miriamo solo ad essere preparati». Multinazionale tascabile. Il gruppo bresciano è una multinazionale tascabile del settore automotive, presente in nove Paesi (accanto all’Italia ci sono le sedi in Cina, India, Svezia, Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Germania e Repubblica Ceca), con oltre 2.000 dipendenti ed un fatturato consolidato che – a fine 2015 – sarà superiore ai 400 milioni ed un utile netto atteso superiore ai 30 milioni di euro. Il grande salto, in termini di numeri, è stato fatto nel dicembre dello scorso anno, con l’acquisizione della svedese Ljunghäll Group AB di Södra Vi e della Vici Industrie AB con stabilimento produttivo a Skövde, sempre in Svezia. Con la società di Maclodio diventano 220 le società italiane che aderiscono al programma Elite di Borsa Italiana. Nel percorso ieri sono entrate anche 15 società inglesi che hanno raggiunto quota 62 aziende inglesi. In totale le aziende Elite hanno ricavi aggregati di oltre 28 miliardi e danno lavoro a oltre 105 mila persone in europa. // R.RAGA.

22.10.2015 - Giornale di Brescia

La Gnutti Carlo si espande in Usa e nel Bresciano

A INIZIO MESE ACQUISTA LA HTP DI VIA DEL MELLA. POCHI GIORNI FA INAUGURATO IL NUOVO SITO IN ALABAMA MACLODIO. Dopo soli dieci mesi dalla maxi acquisizione del gruppo svedese Ljunghäll AB – azienda leader nella pressofusione e lavorazione di componenti in alluminio per l’automotive – la Gnutti Carlo di Maclodio ha messo a segno altri due colpi. A inizio mese è stata acquisita la bresciana HTP (produzione di alberi e pins sempre per il settore dell’automotive) e pochi giorni fa è stata inaugurata dal governatore dell’Alabama la nuova officina meccanica (circa 20mila mq) costruita a Jacksonville e confinante con la fonderia della società-sorella Gnutti Carlo Usa. In città. L’accordo con gli ex fornitori della HTP è stato raggiunto l’8 ottobre e per il gruppo di Maclodio rappresenta «un’acquisizione strategica» perché consentirà di ampliare l’offerta di bilancieri (il core business della Gnutti Carlo è la produzione di componenti del gruppo propulsore e iniezione per i settori auto, agricolo, marino e minerario) e rafforzerà ulteriormente la propria posizione nel mercato globale. Nell’ultimo bilancio, la HTP ha chiuso i conti con un fatturato di 11,3 milioni e una perdita di 49mila euro; nel sito produttivo di via del Mella sono attualmente impiegati 52 lavoratori. Negli States. La settimana scorsa, in Alabama, ha invece aperto i battenti il nuovo stabilimento della Gnutti Carlo destinato alle lavorazioni dei pezzi prodotti realizzati nella vicina fonderia controllata attraverso una società americana. «Questo progetto di espansione – puntualizzano dal quartier generale della Bassa – ha incluso la chiusura degli impianti nel New Jersey al fine di consolidare le operazioni in un unico sito americano». La costruzione dell’officine meccanica e della fonderia della Gnutti Carlo Usa – ha ammesso l’amministratore delegato del gruppo bresciano, Paolo Groff – è valso un investimento di 9 milioni di dollari. «Crediamo ancora che quest’area abbia un potenziale significativo» ha poi chiosato il manager italiano. La prima pietra del nuovo sito americano è stata posata nel febbraio dello scorso anno. La Gnutti Carlo Usa produrrà – con l’impiego di 180 addetti (è prevista però l’assunzione di altri 20-30 lavoratori) componenti in ghisa sferoidale come bilancieri, supporti e raccordi idraulici. I numeri. Alla luce di queste operazioni, la Gnutti Carlo aggiunge così due importanti tasselli al suo gruppo con dimensioni internazionali. Lo confermano i numeri: con 12 stabilimenti in 8 paesi, l’impresa di Maclodio chiuderà il bilancio 2015 con una significativa crescita del fatturato da 260 a oltre 400 milioni di euro e una forza lavoro che supererà le 2mila unità.// Erminio Bissolotti

2 luglio 2015 - Il Giornale di Brescia

La Gnutti Carlo di Maclodio è un colosso dell'automotive

CON LA DOPPIA ACQUISIZIONE SVEDESE DI FINE 2014 IL GRUPPO PORTA I RICAVI AD OLTRE 400 MILIONI

MACLODIO. Un colosso dell’automotive che ha cuore e testa bresciani. Una piccola multinazionale, presente in nove Paesi (accanto all’Italia ci sono le sedi in Cina, India, Svezia, Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Germania e Repubblica Ceca), con oltre 2.000 dipendenti ed un fatturato consolidato che – a fine 2015 – sarà superiore ai 400 milioni (l’utile netto atteso è superiore ai 30 milioni di euro). E’ in estrema sintesi la radiografia della Gnutti Carlo SpA di Maclodio. Il grande salto, in termini di numeri, è stato fatto nel dicembre dello scorso anno, con l’acquisizione della svedese Ljunghäll Group AB di Södra Vi e della Vici Industrie AB con stabilimento produttivo a Skövde, sempre in Svezia.
Due realtà che permettono al gruppo, guidato da Piercarlo Gnutti, di consolidare la posizione nei settori storici (bilancieri e componenti iniezione diesel) e attuare un significativo processo di diversificazione nel comparto dell’alluminio.

Nuovi mercati. Il gruppo Ljunghäll AB è infatti attivo nella progettazione e commercializzazione di componenti in alluminio pressofusi per l’automotive e delle telecomunicazioni. Il fatturato consolidato è pari a 1.155 corone svedesi (circa 120 milioni di euro), parte della produzione è destinata al gruppo Volvo Car (cliente fino ai mesi scorsi non presente nel portafoglio del gruppo Gnutti), che ha interessanti piani di crescita soprattutto sul mercato cinese, considerato strategico per il gruppo Gnutti dove opera la controllata Gnutti Carlo Wuxi (proprio nel 2014 l’unità è entrata a regime con le produzioni). Il costo dell’acquisizione è stato di 649 milioni di corone pari a 69 milioni di euro.
La svedese Vici Industri AB (costo di acquisizione 4 milioni di euro) è invece specializzata nella lavorazione meccanica di componenti per motori diesel del settore automotive «heavy duty» ed era considerata un concorrente della Gnutti.

I dati di bilancio. Gli effetti di queste acquisizioni (avvenute a fine dicembre) si vedranno nel bilancio 2015. Il 2014 si è intanto chiuso con una buona crescita dei ricavi che passano da 256,8 milioni a 260,7 milioni di euro (+4%, al netto degli effetti delle acquisizioni). Significativo il contributo delle vendite del comparto veicoli pesanti nel Nord America. La redditività – si legge nella relazione sulla gestione – resta buona e sostanzialmente stabile: il Mol, margine oprativo lordo (Ebitda), si è assestato a 50 milioni (pari al 19% del fatturato) contro i 48 milioni dell’esercizio 2013. Stabile l’utile netto pari a 23,1 milioni dopo imposte per 10,9 mln.

La riorganizzazione. A seguito delle acquisizioni dello scorso anno il gruppo è stato riorganizzato secondo divisioni: componenti Valve train e componenti iniezione e pressofusi in alluminio.

Avanti con gli investimenti. Nel 2014 è continuato il rafforzamento nei Paesi emergenti e in particolare negli stabilimenti di India e Cina; in quest’ultimo è entrata a regime la fabbricazione di componenti «valve train» destinati al mercato USA.
Nel sito di Maclodio sono stati effettuati ulteriori progressi nel processo di internazionalizzazione di alcune fasi di lavorazione. In particolare è stata completata l’installazione e la robotizzazione delle linee produttive in parte trasferite dalla Gnutti Carlo USA e legate ai clienti europei.
Nello stabilimento di Alvesta, in Svezia, sono state installate le prime macchine dedicate alla lavorazione dei corpi iniettori per il mercato europeo. Negli USA, in Alabama, è stato completato lo stabilimento di Jacksonville, dove sono stati trasferiti i macchinari di Northvale.
Roberto Ragazzi

2 luglio 2015 - Bresciaoggi

Gnutti Carlo si rafforza. Il risultato netto è ok

BILANCI 2014. UN ESERCIZIO POSITIVO PER IL GRUPPO DI MACLODIO, CULMINATO CON DUE ACQUISIZIONI. ALTRE PROSPETTIVE E OPPORTUNITÀ ALL’INSEGNA DELLA DIVERSIFICAZIONE.
I RICAVI CONSOLIDATI SALGONO A 260,7 MILIONI DI EURO; I PROFITTI SI CONFERMANO IN DOPPIA CIFRA A 23,1 MLN. NEL 2015 L’OBIETTIVO È SUPERARE I 400 MLN DI VENDITE.

Un anno di soddisfazioni e di rafforzamento. Un 2014 da protagonista per il gruppo che fa riferimento alla Gnutti Carlo SpA di Maclodio, presieduta da Piercarlo Gnutti; è sempre più internazionalizzato, leader mondiale nello sviluppo e produzione di componenti per il valve train e gruppi iniezione.

L’ULTERIORE potenziamento trova concretizzazione nelle acquisizioni effettuate lo scorso dicembre. La prima, attraverso la capogruppo, porta all’interno del perimetro di consolidamento la società di diritto svedese Ljunghäll Group AB (rilevata dal fondo di private equity finlandese CapMan): a sua volta è titolare del 100% della Metallfabriken Ljunghäll (con stabilimenti a Södra Vi in Svezia) e della Ljunghäll s.r.o. con sede e stabilimenti nella Repubblica Ceca. L’insieme di queste realtà è attivo nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di componenti in alluminio pressofusi per il settore automotive e le telecomunicazioni; parte della propria produzione è destinata a Volvo Car, non ancora presente nel portafoglio del gruppo di Malclodio, e ad altri clienti. Il costo totale dell’operazione – che apre nuove prospettive e opportunità all’insegna della diversificazione – è pari a circa 69 milioni di euro: uno sforzo supportato da un nuovo prestito erogato da un pool di banche nazionali per complessivi 180 milioni di euro, della durata di sette anni, «destinato a coprire anche le future necessità di investimento», spiegano gli amministratori.

AMMONTA, invece, a circa 4 mln di euro l’impegno messo in campo per rilevare, sempre in Svezia, attraverso la Gnutti Carlo Sweden AB – così da incrementare la posizione nel comparto dei motori diesel per veicoli commerciali – della Vici Industri AB di Sköve in Svezia: riguardo questa azienda va registrata la decisione, assunta quest’anno, nell’ambito di un piano di riorganizzazione, di chiudere l’insediamento e trasferire i processi produttivi in altre realtà controllate entro il prossimo settembre. Le due acquisizioni – che portano in dote, rispettivamente, 690 e 61 dipendenti – fanno salire il totale degli occupati del gruppo «Carlo Gnutti» fino a superare le 1.800 unità (1.007 un anno prima), di cui 263 occupate nello stabilimento centrale nella Bassa bresciana. Alle operazioni, inoltre, segue il riassetto per divisioni.

IL 2014 del gruppo con quartier generale a Maclodio – nel conto economico è molto limitato l’impatto delle due realtà rilevate a fine esercizio – va in archivio con ricavi consolidati in crescita da 256,894 milioni di euro a 260,726 mln, realizzati quasi esclusivamente sui mercati esteri; il margine operativo lordo sale da 48,6 a 50,497 mln di euro, il risultato netto (23,164 mln di euro) si conferma in doppia cifra ed è sostanzialmente in linea con quello precedente (23,390 mln) nonostante gli effetti del programma di riorganizzazione e ristrutturazione che interessa l’azienda operativa in America. La posizione finanziaria netta complessiva, condizionata dall’indebitamento bancario per l’operazione perfezionata in Svezia, si attesta attorno ai 126 milioni di euro (era di -29 mln un anno prima), «correttamente bilanciata», spiegano gli amministratori, alla luce di un patrimonio netto di 159 mln. Lo scorso esercizio fa emergere pure la prosecuzione delle attività di implementazione del nuovo sistema gestionale SAP (processo da completare nel marzo prossimo); inoltre, si caratterizza per la definizione del piano strategico per il triennio 2015-2017 improntato su tre aree principali per una crescita equilibrata: diversificazione, ricerca e sviluppo e lean manufacturing.

LE PROSPETTIVE sono improntate all’ottimismo. L’obiettivo di quest’anno è superare i 400 milioni di euro di vendite consolidate. Il nuovo esercizio può contare sul significativo contratto siglato per la fornitura di componenti freno motore per un importante costruttore europeo di veicoli commerciali medi (con produzione affidata alla Gnutti Carlo USA); oltre che sugli «affari» che coinvolgono la Gnutti Carlo Canada e la Ljunghäll Group AB: per quest’ultima risulta definita la localizzazione dello stabilimento per la pressofusione in Cina (dove il gruppo è già presente con la Gnutti Carlo Wuxi); il decollo dell’attività è prospettato per il primo trimestre 2016.
R.E.

18.12.2014 - Il Giornale di Brescia

Gnutti, maxi operazione in Svezia

L’AZIENDA DI MACLODIO RILEVA DUE AZIENDE SCANDINAVE (OLTRE 800 ADDETTI E 135 MILIONI DI FATTURATO). NASCE UN GRUPPO AUTOMOTIVE DA 2200 ADDETTI E 400 MILIONI DI RICAVI.

MACLODIO Sempre più multinazionale e sempre meno tascabile. L’operazione annunciata ieri dalla Gnutti Carlo Spa di Maclodio, rende vecchia l’etichetta che sin qui le si poteva applicare: l’essere fortemente internazionalizzata ma con taglia medio piccola. La notizia annunciata ieri è che il gruppo presieduto da Pier Carlo Gnutti (produttore di componenti di precisione per motori, bilancieri in particolare) ha perfezionato l’acquisto di due aziende in Svezia allargando ulteriormente la propria presenza sui mercati mondiali (Canada, Usa, Inghilterra, Germania, Cina, India e la stessa Svezia) e di fatto eleggendo lo Stato scandinavo la seconda patria (visto che in Svezia già era presente) e, con le acquisizioni annunciate ieri, il Gruppo avrà poco meno di 2.200 addetti dei quali oltre mille, per l’appunto, in Svezia. Il dettaglio della doppia operazione. Il 4 dicembre, Gnutti ha acquisito la Vici Industri, storico concorrente con sede a Skovde, fornitore di gruppi bilancieri a costruttori quali Scania, Volvo e Man (50 addetti con un fatturato attorno ai 15 milioni di euro) che porta al gruppo bresciano importanti contratti di fornitura e una significativa esperienza organizzativa in fabbrica (lean manufacturing).
L’altro ieri, invece, la sigla dell’operazione di gran lunga più importante con l’acquisto da un fondo finlandese di Ljunghäll Group, società di riferimento per le pressofusioni lavorate in alluminio destinate all’industria automotive e delle telecomunicazioni, con un fatturato 2015 atteso a 120 milioni. Il gruppo occupa 770 addetti suddivisi nei due siti produttivi in Svezia e in Repubblica Ceca con consolidati rapporti con Scania, Volvo Truck&Car, Daimler, ZF ed Ericsson.
Le operazioni – sottolinea la nota ufficiale – sono state assistite per la parte finanziaria da Ubi Banca, Unicredit e Gruppo Intesa Sanpaolo. La domanda su quanto siano costate le operazioni non ha avuto risposta facendo però intendere che l’operazione è stata importante anche sotto l’aspetto finanziario stante il fatto che Ljunghäll Group è un’azienda «molto efficiente». «Le due operazioni – commenta Paolo Groff, amministratore delegato del gruppo bresciano – rappresentano il concretizzarsi delle linee strategiche del Gruppo Gnutti che prevedono il rafforzamento della nostra presenza nel mercato di riferimento dei componenti valve-train e la spinta verso la diversificazione». Mario Gnutti, figlio di Pier Carlo e vicepresidente del gruppo con delega allo sviluppo, sottolinea l’apporto di nuovi clienti, mentre il Presidente ribadisce la linea strategica di fondo che sta alla base delle acquisizioni.
Il tema è diversificazione. «Per noi questa è una vera e propria diversificazione. Continuiamo a produrre per l’industria dell’automotive – dice il Presidente – ma passiamo da lavorazioni in acciaio e ghisa all’alluminio. E’ un altro pianeta e per noi sarà un’altra divisione. E’ da qualche tempo – seguita Pier Carlo Gnutti – che pensavamo di diversificare, di entrare in nuove nicchie di mercato. Abbiamo chiesto la consulenza della Roland Berger Italia. Si sono fermati sei mesi cercando di capire prima la nostra azienda e poi suggerendo possibili ambiti di diversificazione. Ne abbiamo parlato e abbiamo individuato il target nel gruppo svedese e abbiamo fatto la nostra proposta: accettata. Il comparto dell’alluminio pressofuso lavorato, e in particolare nella tecnologia delle presse di alto tonnellaggio, è un settore strategico e in costante crescita. Investire ancora e in modo significativo è un segno tangibile della volontà della famiglia Gnutti di portare l’azienda nel futuro. Ora la nostra azienda – conclude il Presidente – fondata da mio nonno Carlo a Lumezzane nel 1922, è presente in 9 Paesi con 12 stabilimenti e oltre duemila addetti. Prevediamo un fatturato 2015 a 400 milioni».
Si cresce sui mercati e nella taglia. E si cresce avviando nuovi stabilimenti in proprio (seguendo i grandi produttori automotive) oppure si cresce per acquisizioni. Nel 2000 la Kendan Exeter in Canada, nel 2007 la Finnveden Powertrain in Svezia, nel 2012 la WH Industries-Welles negli Stati Uniti. Nel complesso, il gruppo occupa ora circa 2.200 addetti, 308 dei quali in Italia, a Maclodio.
La Carlo Gnutti spa è fra le più solide aziende bresciane. Nel 2013, il gruppo guidato da Paolo Groff ha registrato ricavi consolidati per 257 milioni di euro (236 milioni l’anno prima), con un margine operativo lordo che ha sfiorato i 50 milioni e un utile netto superiore ai 23 milioni (26 milioni nel 2012); la redditività dell’azienda è fra le migliori fra i grandi gruppi bresciani con un Roe (l’indice che misura la redditività dei mezzi propri) che tocca il 20%.
Quanto all’anno che si chiude in questi giorni, i Gnutti si limitano a dire che «ricalcherà» quello dell’esercizio precedente: e quindi conti eccellenti sia sul fronte dei ricavi che su quello dell’utile. Anche quest’anno, dunque, Natale sereno a Maclodio. Domani sera, alle 19 (come avverte la locandina in portineria) cena sociale alle 19: il Presidente invita tutti. Un brindiso all’anno nuovo e al coraggio.
Gianni Bonfadini

18.12.2014 - Bresciaoggi

Gnutti Carlo accelera con la diversificazione

LE OPERAZIONI. IL GRUPPO DI MACLODIO METTE A SEGNO ALTRE DUE ACQUISIZIONI IN SVEZIA: PIÙ FORZA PER ESSERE PROTAGONISTI ANCHE NEL SETTORE DELLE PRESSOFUSIONI IN ALLUMINIO.
PRESE LA VICI INDUSTRI AB E LA LJUNGHÄLL GROUP AB. NEL 2015 RICAVI A 400 MLN DI EURO. «NUOVE SINERGIE PER ESSERE PIÙ COMPETITIVI NEL MERCATO GLOBALE».

Una doppia operazione che aggiunge ulteriore forza per confermare il ruolo da protagonista in un mercato che non ha confini. Completata l’integrazione verticale – con l’acquisizione a fine 2012 della WH Industries Delaware in America, con le attività poi confluite nella controllata in USA – la Gnutti Carlo SpA di Maclodio compie due passi significativi e accelera con la diversificazione: il primo – alcuni dettagli sono emersi nei mesi scorsi – è rappresentato dall’importante commessa – del valore iniziale di 45 milioni di euro nel prossimo quadriennio – ottenuta dalla tedesca Bosch per la produzione di corpi iniezione (negli impianti in Nord Europa); il secondo si concretizza i due «colpi» perfezionati recentemente in territorio svedese in aggiunta a quello già realizzato nel 2007.

IL 4 DICEMBRE scorso la società – capofila di un gruppo internazionalizzato leader nella produzione di componenti di precisione per motori, presente anche in Canada, Stati Uniti, Svezia, Inghilterra, Germania, Cina, Regno Unito e India – ha rilevato il 100% della Vici Industri AB, storico concorrente con sede a Skövde, fornitore di gruppi bilancieri a costruttori quali Scania, Volvo e MAN. Il 16 dicembre, invece, ha preso dal fondo finlandese CapMan (guidato da Marcus Sjoholm) il cento per cento della Ljunghäll Group AB, punto di riferimento per le pressofusioni lavorate in alluminio destinate all’industria automotive e delle telecomunicazioni. Con un fatturato prospettico di circa 120 milioni di euro nel 2015 il gruppo conta 770 addetti suddivisi nei due siti produttivi di Södra-Vi in Svezia e Caslav in Repubblica Ceca. La Vici Industri AB – spiega una nota – occupa circa 50 lavoratori, realizza ricavi attorno ai 15 milioni di euro, e porta alla Gnutti Carlo importanti contratti di fornitura e una significativa esperienza nella lean manufacturing. La Ljunghäll Group AB, fondata agli inizi del secolo scorso , ha fatto registrare negli ultimi anni un sorprendente trend di crescita del business, spinto da un significativo successo sul mercato e da rapporti consolidati con Scania, Volvo Truck, Volvo Car, Daimler, ZF ed Ericsson.

«LE DUE operazioni concretizzano le linee strategiche del Gruppo Gnutti Carlo, che prevedono il rafforzamento della presenza nel mercato di riferimento dei componenti valve-train e la spinta verso la diversificazione – sottolinea l’amministratore delegato, Paolo Groff-. Siamo molto soddisfatti della collaborazione con la Roland Berger Italia che ha giocato un ruolo importante nell’individuazione del settore e della target. Dopo essere entrati recentemente con successo nel mercato dei componenti per il fuel injection, ora acquisiamo competenze, impianti e clienti in un altro comparto che riteniamo estremamente promettente». L’acquisizione di VICI aggiunge altri importanti committenti «al nostro già significativo portfolio e permetterà ulteriori sinergie che ci renderanno più competitivi nel mercato globale», aggiunge Mario Gnutti, esponente della quarta generazione della famiglia, vice presidente e responsabile business development e M&A della Gnutti Carlo. «Con l’acquisizione di Ljunghäll – spiega Piercarlo Gnutti, presidente della Gnutti Carlo SpA – il gruppo entra in modo significativo nel comparto dell’alluminio pressofuso lavorato, in particolare nella tecnologia delle presse di alto tonnellaggio, settore strategico e in costante crescita. Investire ancora e in modo significativo è un segno intangibile della volontà della famiglia di portare l’azienda nel futuro, verso nuovi e più ambiziosi traguardi, grazie al supporto di un team coeso ed affiatato, che ci consente di lavorare con entusiasmo e che sa cogliere ogni nuova opportunità. Ora la nostra azienda, fondata da mio nonno Carlo a Lumezzane nel 1922, è presente in 9 Paesi con 12 stabilimenti e più di duemila addetti» (300 nel sito della Bassa). Il fatturato previsto per il 2015 è di circa 400 milioni di euro, dopo un 2014 definito in linea (per ricavi e redditività) con il 2013 chiuso con vendite consolidate oltre i 257 mln di euro e un utile netto di 23,39 mln.

COME SPIEGA il direttore finanza del gruppo di Maclodio, Nicola Morelli, le due operazioni sono state guidate dai mandated lead arranger Ubi Banca, UniCredit e Mediocredito Italiano, supportata da Banca Imi (le ultime due società del gruppo Intesa Sanpaolo): un supporto all’insegna della condivisione dei programmi aziendali da parte degli istituti di credito, con la messa a disposizione di risorse, molto probabilmente, ottenute nell’ambito delle iniziative di rifinanziamento gestite dalla «Bce»; l’advisor legale nel corso delle trattative è stato lo studio svedese Glimstedt.
R.E.

18.12.2014 - MF Milano Finanza

Gnutti acquisisce due società svedesi

La Gnutti Carlo, società internazionale che si occupa della produzione di componenti di precisione per motori, ha perfezionato nel corso del mese due operazioni in Svezia. Il 4 dicembre ha acquisito Vici Industri AB, storico concorrente con sede a Skovde, fornitore di gruppi bilancieri a costruttori come Scania, Volvo e Man. La Vici Industri ha un fatturato di 15 milioni di euro e porta contratti di fornitura e una significativa esperienza nella lean manufacturing (produzione snella). Il 16 dicembre invece Gnutti Carlo ha rilevato dal fondo finlandese Capman Ljunghäll Group AB, società di riferimento per le pressofusioni lavorate in alluminio destinate all’industria automotive e delle tlc. Ljunghäll, fondata agli inizi del secolo scorso, ha fatto registrare negli ultimi anni un sorprendente trend di crescita del fatturato (la previsione per il 014 è di arrivare a 120 milioni di euro), spinto da un significativo successo sul mercato e da rapporti consolidati con Scania, Volvo Truck, Volvo car, Daimler, ZF ed Ericsson. Per Paolo Groff, CEO di Gnutti Carlo, «le due operazioni rappresentano il concretizzarsi delle linee strategiche del gruppo che prevedono il rafforzamento della nostra presenza nel mercato di riferimento dei componenti valve-train e la spinta verso la diversificazione». La Gnutti Carlo è presente ora in nove Paesi, con 12 stabilimenti; il fatturato previsto per il 2015 sarà di 400 milioni di euro. Le operazioni sono state guidate da Ubi Banca, Unicredit e Mediocredito Italiano, supportata da Banca Imi; l’advisor legale è stato lo studio svedese Glimstedt.
Maria Elena Zanini

12.04.2014 - Corriere della Sera

Gnutti Carlo, premio Kpmg per lo shopping americano

Un’operazione da 22 milioni di euro. O, meglio, da 29 milioni di dollari.
Perché la Gnutti Carlo di Maclodio, che produce componentistica per veicoli commerciali, ha acquisito a fine 2012 un’impresa concorrente che opera negli Stati Uniti, la Wh Industries Delaware. Un investimento «strategico» - come lo ha
definito l’amministratore delegato Paolo Groff – che ha vinto il premio Merger & Acquisition, consegnato mercoledì a Milano dalla Kpmg, società mondiale che offre servizi alle imprese.

E’ stato un doppio passaggio. Prima l’azienda bresciana ha comprato il competitor americano tramite una propria società e poi ha fuso quest’ultima per incorporazione dando vita alla Gnutti Carlo Usa.
L’azienda di Maclodio aveva già una serie di cliente americani, «ma con l’acquisizione della Whi – spiega Groff – possiamo aumentare e diversificare il nostro portafoglio clienti».

L’ambizione della Gnutti Carlo, quindi, è quella di crescere ancora. Oggi l’azienda fattura 260 milioni di euro e conta mille dipendenti in giro per il mondo. Nella bassa bresciana lavorano 270 operai (fatturato 70-80 milioni), il resto è diviso tra i diversi stabilimenti sparsi tra India, Svezia, Inghilterra e Stati Uniti. Uno nel New Jersey (motori diesel), l’altro in Alabama (componenti in ghisa). Uno dei due stabilimenti lavorava per la Daimler, ma ora la produzione sarà spostata in Europa: un risparmio di costi. Non solo. L’acquisizione della Whi ha permesso alla Gnutti Carlo anche di ampliare il proprio portafoglio clienti con nuovi marchi: Navistar, Mtu e Deutz.

Il fatturato è diminuito durante la crisi, «ma oggi siamo tornati ampiamente sopra. E rispetto ad altri continuiamo a crescere» spiega Groff. Il segreto? Se si esclude la Same Deutz-Fahr, multinazionale che costruisce mezzi agricoli, i clienti sono tutti stranieri. Per Fiat industrial c’è un altro fornitore bresciano, ma nell’azienda di Maclodio «non c’è stato alcun operario che abbia fatto un giorno di cassa integrazione». Matteo Trebeschi

07.02.2013 - Il Giornale di Brescia

Gnutti Carlo, shopping a stelle e strisce

Rilevata la statunitense Wh Industries per 30 milioni $. L’operazione amplia il portfolio clienti e porta una maxi-commessa da 10 milioni di dollari all’anno per i motori Daimler. Maclodio.Che il peggio fosse ormai alle spalle lo avevamo scritto già la scorsa l’estate,quando il bilancio della Gnutti Carlo spa di Maclodio diceva di un fatturato cresciuto in dodici mesi da 188 a 247 milioni di euro, tornando praticamente ai livelli pre-crisi. Il 2012 si è chiuso con ricavi in flessione del 7%, a 230 milioni. Ma nel complesso, dopo l’anno buio 2009, il risultato resta positivo. Ora l’azienda, cresciuta anche grazie ad acquisizioni in Europa, India e Canada, è tornata a fare shopping oltreoceano: 30 milioni di dollari per acquisire la statunitense Wh Industries, azienda che conta su un sito produttivo in New Jersey e una fonderia di ghisa in Alabama, poco meno di 200 dipendenti in tutto. Una trattativa curata direttamente dal presidente Piercarlo Gnutti insieme al figlio Mario (business development manager) e all’A.D. Paolo Groff, che si è chiusa il 28 dicembre scorso. Le ricadute positive sono molteplici: innanzitutto si amplia il portfolio clienti, perché la Wh Industries era di fatto una concorrente del gruppo bresciano specializzato nella produzione di componenti ad alta precisione per motori pesanti (camion, fuoristrada, nautica, mezzi movimento terra), al punto che entrambe avevano partecipato alla gara per la fornitura alla tedesca Daimler dei bilancieri per i motori diesel destinati a veicoli commerciali, gara che aveva visto vincitori gli americani. Ora, grazie all’acquisizione, la maxi-commessa da 10 milioni di dollari all’anno (che potrà estendersi fino al 2018) passa alla Gnutti Carlo e impegnerà lo stabilimento di Maclodio, non più quello del New Jersey. Una scelta di «orgoglio territoriale», fanno sapere dall’azienda e, anche strategica, data la vicinanza con la Germania. Certo è, tuttavia, che i costi di produzione sarebbero stati inferiori nel sito indiano della Gnutti Carlo. Ma la volontà è stata ugualmente quella di spostare la commessa dagli Usa a Maclodio, dove sono attivi 264 lavoratori. L’acquisizione della Wh Industries porta anche altri colossi nel pacchetto clienti, come la tedesca Mtu o la statunitense Navistar. Altra nota positiva sarà l’integrazione verticale con la fonderia in Alabama, che consentirà di assorbire gradualmente la forza lavoro americana, su cui inciderà lo spostamento della produzione per Daimler dal New Jersey a Brescia. La produzione di ghisa impegnerà i lavoratori dall’attuale unico turno a tre rotazioni quotidiane in modo da soddisfare le richieste di materiale degli stabilimenti del gruppo, dall’India al Canada, passando per Svezia, Gran Bretagna e, ovviamente Italia. L’ingresso negli Stati Uniti, inoltre, consentirà di sviluppare nuove sinergie in un mercato che è ancora abbastanza vivace, a partire dalla fonderia in Alabama. Il Gruppo Gnutti Carlo, dunque, cresce. Grazie all’acquisizione della Wh Industries aumenta anche il numero di dipendenti, che manca di poco le mille unità da un oceano all’altro. E la maxi-commessa per Daimler rappresenta indubbiamente un ottimo paracadute, non solo per il bilancio, ma anche in termini occupazionali all’inizio di un 2013 tutt’altro che certo. Dopo la batosta dovuta alla crisi, l’azienda con quartier generale a Maclodio ha saputo rialzarsi e ripartire, e la nuova acquisizione sembra essere stata apprezzata anche all’estero, dove le grandi industrie amano lavorare con gruppi grandi, consolidati e in crescita. Se sui prodotti con un livello qualitativo tendenzialmente basso la concorrenza di Paesi come India e Cina è difficilmente sostenibile per via dei prezzi decisamente più bassi, lo stesso non si può dire quando il livello tecnologico richiesto è elevato. Lo dimostra Daimler, che monterà i bilancieri della Gnutti Carlo su un motore che entrerà in produzione a fine 2013, particolarmente sofisticato sotto il profilo tecnologico. Acquisizione dopo acquisizione, il gruppo bresciano ha saputo crescere, fino a diventare oggi una piccola multinazionale. Giovanna Zenti

06.02.2013 - Il Sole 24 Ore

Brescia batte Usa per i motori Daimler

SCELTA TRICOLORE Milano In New Jersey era già tutto pronto, avevano comprato le prime macchine utensili italiane. Ma i nuovi bilancieri per i motori Daimler negli Usa non verranno mai prodotti. La commessa, che vale dieci milioni di dollari all'anno e che potrà estendersi fino al 2018, è stata infatti rilevata dalla bresciana Gnutti Carlo, grazie all'acquisizione dell'intera società statunitense Wh Industries, azienda della componentistica auto con un fatturato di 35 milioni di dollari. Per il gruppo italiano, forte di 230 milioni di ricavi e un migliaio di dipendenti, di cui 264 nel quartier generale di Maclodio, lo shopping è doppiamente importante: da un lato permette di estendere la capacità produttiva in un'area in cui il mercato continua a tirare, dall'altro porta in Italia una nuova linea produttiva, quanto mai importante ai fini occupazionali in una fase di recessione quasi globale. «Pochi minuti fa sono uscito dagli uffici di Daimler – ci racconta al telefono l'ad Paolo Groff – e devo dire che sono contenti dell'operazione, in generale c'è grande rispetto per la meccanica italiana e nel caso specifico abbiamo anche spalle più larghe rispetto alla società statunitense». L'ordine riguarda la produzione di bilancieri per motori diesel destinati ai veicoli commerciali, cioè meccanismi per l'apertura e chiusura delle valvole. E il valore della commessa, al di là dell'importo, è legato al fatto che si tratta di una piattaforma di nuova generazione e a basse emissioni, destinata a una vita utile almeno fino al 2018. «Per noi si tratta di un successo importante – spiega Groff – soprattutto perché avviene in un momento di mercato difficile, con una visibilità ancora scarsa sulle prospettive 2013. L'impatto occupazionale a Maclodio sarà positivo e al di là dei numeri dei nuovi ingressi la commessa ci consente di guardare al futuro con maggiore serenità». Le difficoltà sono evidenti nei numeri, con ricavi 2012 in calo del 7% a 230 milioni dopo il balzo del 31% dell'anno precedente, con un fatturato che tuttavia sale a 250 milioni considerando l'acquisizione di Wh Industries negli Usa. Il gruppo bresciano, specializzato nella fornitura di componenti di precisione per motori, è di fatto una piccola multinazionale, cresciuta nel corso degli anni proprio grazie a successive acquisizioni effettuate in diversi paesi, l'ultima della quali negli Stati Uniti. Percorso che ha portato il gruppo ad avere un migliaio di dipendenti dislocati, oltre che in Italia, anche in Svezia, Inghilterra, Canada, Stati Uniti, Cina e India. Ecco perché la scelta di portare la commessa Daimler in Italia, nella sede bresciana di Maclodio, non era affatto scontata. «Se avessimo ragionato da un punto di vista strettamente economico – spiega Groff – la scelta indiana avrebbe forse dato maggiori vantaggi, fare arrivare le macchine lì e produrre in loco ci sarebbe forse costato meno. Noi però abbiamo preferito puntare sulla casa madre e sull'Italia, dove riusciamo a controllare meglio sia l'aspetto qualitativo che quello logistico». Le linee produttive per la nuova commessa Daimler saranno attrezzate gradualmente e l'ordine andrà a regine in tre anni, con la possibilità però di un'estensione della durata fino al 2018. Per l'azienda il mercato estero resta determinante e al momento oltre il 95% dei ricavi deriva proprio dall'export, soprattutto verso Europa del Nord e Stati Uniti, con clienti del calibro di John Deere e Caterpillar. L'acquisizione negli Usa è solo l'ultimo episodio di un trend recente che ha visto molte aziende italiane impegnate ad investire oltreconfine, sfruttando anche la fase di relativa forza dell'euro sul dollaro. Un peso per chi esporta, un vantaggio evidente per chi opta per lo shopping oltreatlantico.

January 2013 - THE RHEIN REPORT – published by Rhein Associates, Inc.

Gnutti Carlo Acquires Long Time Competitor

On December 28th, 2012 Gnutti Carlo SpA, a global leader in the manufacture of heavy duty diesel engine Valve Train, announced the acquisition of their long time competitor WH Industries (Welles and Shelco). The acquisition consists of an 8000 sq. meter manufacturing facility in North Vale, New Jersey and a ductile iron foundry in Jacksonville, Alabama. The acquisition broadens the already diverse footprint of Gnutti Carlo to facilities in Italy, Sweden, United Kingdom, Canada, India, China and now the USA. This strategic acquisition will strengthen the presence and support of Gnutti Carlo in the North American market. Gnutti manufactures diesel engine valve train and components for diesel engine OEM’s such as Caterpillar, Volvo, John Deere, Daimler, DAF, Renault, Cummins, Scania, JCB, Navistar, Perkins, BMW and Isuzu. The acquisition will grow and strengthen relationships with Daimler and Navistar, while adding new customers such as Deutz and MTU/Tognum to the Gnutti portfolio of customers.

17.08.2012 - Il Giornale di Brescia

Gnutti Carlo ritorna ai livelli pre-crisi: ricavi a 250 milioni

Il gruppo automotive di Maclodio chiude il 2011 con un utile di 25 milioni. Incertezza nel 2012 Maclodio. Con un fatturato consolidato di gruppo che è passato da 188 a 247 milioni di euro, la Gnutti Carlo spa di Maclodio è praticamente tornata ai livelli pre-crisi. Il gruppo occupa 737 addetti, è specializzato nella produzione di componenti ad alta precisione per motori pesanti (camion, fuoristrada, nautica, mezzi movimento terra) ed è operativo anche all’estero con stabilimenti in Svezia, Canada, India, Gran Bretagna e Germania. Nel corso del 2011 sono aumentati anche i margini: l’utile netto consolidato si è attestato a 25,7 milioni (8,7 nel 2010, mentre il 2009 era stato archiviato con una perdita di 15 milioni), e il margine operativo lordo (o Ebitda) è passato da 31,7 (pari al 17% delle vendite) a 53,3 milioni (22%). In Svezia i ricavi sono aumentati del 33%, mentre lo stabilimento tedesco ha archiviato lo scorso anno con ricavi in crescita del 21%. La società Gnutti India, invece, ha ottenuto risultati propri di una start up; recentemente, peraltro, è stata ultimata l’attività di costruzione del nuovo sito industriale di Ranipet (Chennai) dove è stata trasferita la produzione. Gli oneri finanziari hanno inciso sul bilancio 2011 per 5,1 milioni (in linea con l’anno precedente), mentre sono state versate imposte per più di dieci milioni. Lo scorso anno il gruppo ha speso sette milioni di euro per nuovi investimenti produttivi e ha proseguito con decisione l’attività di ricerca e sviluppo. Nel primo trimestre del 2012, il fatturato del gruppo si è stabilizzato sui livelli del 2011 ma, successivamente, è stata registrata una riduzione dei ricavi che dovrebbe caratterizzare l’intero anno in corso. In particolare, sono state sensibilmente ridimensionate le attese di crescita dei mercati emergenti. Ma, anche se gli ottimi risultati del 2011 non saranno replicati, la Gnutti Carlo si è lasciata alle spalle la grave crisi del 2009. Guido Lombardi

15.05.2012 - Il Sole 24 Ore

I bilancieri per motori diesel mettono le ali alla Gnutti

In dieci anni ha moltiplicato per due volte e mezzo il fatturato, i 99 milioni del 2001 sono diventati 245 del 2011. Ha cambiato pelle e business per tre volte, ha acquisito concorrenti internazionali, tre dipendenti su quattro lavorano all'estero, l'unica costante è il low profile: i proprietari della Gnutti Carlo amano poco i riflettori, hanno spostato le sede dall'affollata Lumezzane a Maclodio, un paesino da un migliaio di abitanti nella bassa bresciana. E si sono piazzati in via degli Artigiani. Ma nella sede del gruppo c'è poco, niente, di lavoro artigianale, le linee robotizzate sfornano migliaia, milioni di bilancieri per i motori diesel di camion, macchine movimento terra e yacht. Niente automotive, solo motori di grande potenza, con bilancieri lunghi pochi centimetri o sberle di parecchi etti per i Caterpillar o i mostri meccanici impiegati nelel miniere a cielo aperto. Il gruppo Gnutti Carlo è diventato leader mondiale di questa supernicchia con le tecnologie e grazie alla scelta di lavorare per più clienti, da Caterpillar a Volvo trucks, Mercedes e New Holland: «Troppo rischioso – spiega Piercarlo Gnutti, terza generazione, presidente del gruppo – limitarsi a un solo committente, sei legato mani e piedi e il prezzo lo decidono altri ». Ed è cresciuta anche grazie alle acquisizioni di aziende concorrenti. Ha incominciato con il Canada, a fine 2000 è stato rilevato il 100% del principale competitor americano, Kendan manufacturing. Nel 2007 è stata la volta della Svezia, con l’acquisizione di Finnveden powertrain components, non a caso il principale concorrente europeo dell’azienda di Maclodio. La Finnveden era società quotata, aveva troppi dipendenti e produceva troppe cose. La partita svedese l’ha giocata in prima persona Mario Gnutti, quarta generazione, con la consulenza di banche d’affari tedesche:« Abbiamo ridotto gli addetti, oltre 1.400, abbiamo venduto rami d’azienda non strategici, razionalizzato la produzione, ora ogni stabilimento è centro di profitti». E dove non è stato possibile fare acquisizioni, il gruppo ha aperto stabilimenti: nel 2008 è stata la volta dell’India, con un impianto a Chennai. Storia tribolata in India, avviata nel momento peggiore: la crisi ha picchiato duro nel 2009, il gruppo di Maclodio ha chiuso il bilancio a 112 milioni (contro i 221 dell’anno precedente) e una perdita di 15 milioni, l’avvio dell’impianto indiano è stato bloccato e rinviato., il 2010 ha rimesso a posto le cose, 189 milioni di giro d’affari, 8,5 di utili, l’anno scorso il balzo a 245 milioni di fatturato. Il progetto indiano è stato riavviato, da poche settimane sono partite le prime consegne. Nel gennaio 2014 debutterà lo stabilimento cinese, paese dove ogni anno costruiscono quasi tre milioni di camion contro i 500mila dell’intera Europa, «Al momento hanno ancora motori vetusti – assicura il presidente – i nostri bilancieri sono troppo avanzati, ma pensiamo di arrivare al momenti giusto per la loro svolta hi-tech». Il gruppo lavora con contratti su tempi lunghi, segue l’intero ciclo di vita di un motore, «ora siamo impegnati con i costruttori di camion per linee di motori che debutteranno nel 2017». Oggi Gnutti Carlo group ha mille addetti, di cui 700 all’estero e oltre confine realizza il 60% del fatturato:« I nostri principali sbocchi – continua Groff – sono Germania, Svezia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Messico. Ma il Sud America sta crescendo molto mentre l’Asia deve espletare ancora larga parte delle sue potenzialità». Internazionalizzazione pura, non delocalizzazione. Il futuro? «Stiamo allargando la nostra offerta, forniamo in molto casi – risponde Groff – non solo il bilanciere, ma il perno motore completo». Le prospettive sono buone, il budget 2014 prevede di arrivare a un fatturato di 268 milioni anche grazie all’entrata in un nuovo settore. Quale? «E’ troppo presto parlarne adesso – risponde Gnutti junior – ma stiamo sviluppando tecnologie per altri prodotti». Una consuetudine per la Gnutti Carlo, nata nel 1920 per la produzione di vomeri per gli aratri: negli anni della Guerra si è convertita nei componenti per armi, poi si è specializzata nei perni per le biciclette, nel 1960 si è buttata nei cuscinetti a rulli conici, abbandonati nel 1997 per i bilancieri. I cuscinetti a rulli conici sono rimasti nel cuore del presidente, anche se non ha dubbi:« Abbiamo venduto quando abbiamo capito che non avremmo potuto avere un ruolo importante nel settore». E il figlio assicura:« Il segreto del successo? Mai affezionarsi troppo a un singolo business. Bisogna avere la capacità di uscire al momento giusto e individuare settori in forte espansione dove sia possibile essere protagonisti».



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